Nuovo redditometro
La manovra di luglio 2010 ha prodotto una revisione
completa del vecchio redditometro rendendolo più aderente
all'attuale situazione economica e sociale rispetto al vecchio
meccanismo risalente agli anni '70.
Si tratta di una procedura che consente di calcolare la
congruità tra il reddito dichiarato al fisco e le spese
effettuate.
inoltre tiene conto del
numero dei
familiari e della collocazione geografica.
Viene preso in esame il reddito individuale, e non quello
dell'intero nucleo familiare.
L'Amministrazione Finanziaria controllerà le dichiarazioni di tutti
i contribuenti, a partire dal 2009: le spese effettive riscontrate
nella banca dati verranno rettificate con quelle presunte
stimate dall'Istat in base ai dati sui consumi, e
dalla Banca d'Italia in base ai bilanci delle famiglie.
Il contribuente stesso potrà verificare la congruità dei propri
redditi. Se verificherà che il proprio reddito non è coerente
con le somme spese, potrà rettificare la dichiarazioni del
2010 ricorrendo al
ravvedimento
operoso.
Il redditometro potrà valutare il tenore di vita dei
cittadini considerando le diversità di retribuzione e il
carovita nel
Nord, nel Centro, al Sud e
Isole e terrà conto del
comune di
residenza: metropoli o piccoli comuni, città o
campagna.
Le spese che saranno prese in considerazione sono sia i
consumi base, come l'affitto e le bollette delle
utenze, che gli
acquisti di una certa
entità che lasciano una traccia (a partire dal 2011
lo
spesometro).